UN LIBRO FONDAMENTALE PER CHIUNQUE SCRIVA E LEGGA LIBRI

Luigi Bernardi l’ho incontrato la prima volta quando avevo dieci anni, era il primo fra gli editori che avevano portato efficacemente i fumetti giapponesi in Italia. Io ero un giovanissimo collezionista. Ci siamo rivisti otto anni dopo, quando entrai come giovanissimo segretario a far parte dell’Associazione Scrittori di Bologna. Abbiamo fatto insieme diverse cose, condiviso l’amicizia di Giuseppe D’Agata e la redazione di una rivista storica come ‘L’Orto’, mente di giovanissimo forse mi rimaneva lo spirito d’iniziativa e il resto un po’ invecchiava. Lui, invece no. Lui rimaneva giovanissimo, con gli occhi vispi e disillusi che scrutavo ogni volta che avevo dei dubbi. Abbiamo parlato male di narrativa di genere, parlato bene di cronaca nera, parlato malissimo di quello che scrivevamo con lo scopo di smontarlo e rimontarlo… perché Luigi Bernardi aveva l’equivalente dell’orecchio assoluto di un raffinato musicista, ma come editore. Aveva l’occhiale assoluto. Vedeva, in quello che leggeva, la profondità di quello che sarebbe rimasto. Sentiva il respiro bronchitico del mondo e l’anticipava. Oltre ogni male.

Sarò con suo figlio Marco per parlare del suo libro “L’intruso”, sabato 9 marzo alle 20:00, al Filatoio di Modena (Via De’ Bonomini 61/63).

Per chi avesse Facebook.

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